Ugo Mursia amava due cose: i libri e il mare. La terza, Joseph Conrad, non era che la sintesi delle altre due. Ugo Mursia nasce l’8 novembre 1916 a Carini (Palermo). Il padre, originario di Caltanissetta, è un funzionario di polizia. L’infanzia di Ugo Mursia è siciliana, ma finita la guerra la famiglia si trasferisce a Roma e successivamente, dopo la promozione a questore del capofamiglia, a Padova, dove il futuro editore si laurea in giurisprudenza e scienze politiche. Pubblicista, sin dal 1941 collabora con articoli di critica d’arte alla rivista «Emporium», ai settimanali «Il Bo’» e «Le Tre Venezie». Compagno di studi di Ruggero Zangrandi (del quale avrebbe poi pubblicato Il lungo viaggio attraverso il fascismo, L’Italia tradita e La tradotta del Brennero), partecipa alla Resistenza nelle fila di Giustizia e Libertà.

A Padova, alla fine della guerra, Mursia comincia a muoversi nel campo dell’editoria «in punta di piedi, da intellettuale di provincia», come amava definirsi. Prima è agente librario, poi editore di alcuni testi per le scuole secondarie che uscirono sotto la sigla A.P.E. (Azienda Padana Editrice) costituita nel 1947 a Milano. Nel 1951 acquista la Alberto Corticelli, storico marchio dell’editoria per ragazzi; nel 1955 fonde le due aziende e dà vita alla Ugo Mursia Editore. La letteratura per i ragazzi sarà un’altra delle sue passioni editoriali: pubblica in edizione integrale tutto Salgari, le edizioni originali di Verne, Kipling, scopre Giana Anguissola e Mino Milani. Sin dall’inizio della sua attività Mursia concede poco alle mode editoriali e si concentra sulla costruzione di un catalogo completo e di alta qualità. Nel 1963 ottiene il primo grande successo commerciale con Centomila gavette di ghiaccio, il romanzo autobiografico del medico alpino Giulio Bedeschi rifiutato da diciassette editori prima che Mursia decidesse di darlo alle stampe. Prima tiratura tremila copie, a oggi ne sono state vendute più di tre milioni. Ugo Mursia muore a Milano il 29 gennaio 1982. 

 

 

Curiosità: Paolo Bellavite, affermato Editore brianzolo, ha svolto il servizio militare come alpino presso il battaglion Morbegno di Vipiteno.

Impronte digitali: La Casa Editrice Bellavite è dinamica e molto agguerrita. Avvalendosi delle tecnologie più moderne ed è in grado di sfornare opere di qualità superlativa.

Impronte digitali: E’ nella storia e nella tradizione della Bellavite Editore partecipare ad iniziative di solidarietà. La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e l’Associazione Fabio Sassi sono già state oggetto di donazioni. Basandosi su quest’esempio l’autore, Filippo Pavan Bernacchi, ha destinato tutti i proventi di: “OPERAZIONE ERODE” in beneficenza.